Clelio Darida

Fondo Clelio Darida

Data1947 - 2006
Consistenzail Fondo è costituito da 12 faldoni per complessivi 332 fascicoli.
Storia istituzionale/biografiaCelio Darida (Roma, 1927 - ivi, 2017).
Nato a Roma il 3 maggio 1927, figlio di Lazzaro e Anna Roncani, Darida, sin da giovanissimo, si avvicina alla DC: nel 1946 è iscritto alla Sezione dell'Appio insieme a quello che sarà l'amico di sempre, Mauro Bubbico. Entrambi provengono dalla scuola di don Tullio Piacentini e dalla sua "Congregazione della Madonna della Fiducia". Già dal 1947 è impegnato come vice dirigente romano degli Uffici della S.P.E.S. (Studi, Propaganda e Stampa) e dal 1952 è dirigente del Centro Oratori, con Bubbico vice dirigente. Si laurea in Giurisprudenza e presto inizia ad impegnarsi a livelli più alti e, dal 1950 al 1956, è tra gli esponenti del Movimento giovanile romano . Il suo impegno si caratterizza inizialmente per la vicinanza ai dossettiani di Cronache Sociali per approdare poi, negli anni 50, alla corrente guidata dal presidente Fanfani.

LE PRIME ESPERIENZE POLITICHE (1953-1960)
Le elezioni politiche del 1953 segnano la crisi della formula centrista: Darida e i suoi amici confluiscono nella componente di Iniziativa democratica .
La segreteria di Fanfani (1954-1959) segna una svolta importante nella vita interna della DC; il nuovo segretario mira a costituirsi una solida base anche a Roma e - avvalendosi di una nuova situazione creata dalla gestione commissariale della capitale - un gruppo di giovani, legato alla corrente di Base e guidato da Clelio Darida e da Giovanni Galloni, si mette all'opera per orientare su nuove linee la vita della DC romana. In questi anni muove i primi passi il periodico "Città del Lazio", la direzione e la redazione sono collocate, all'inizio, in Via Voghera, 7, dove abita Darida, e poi nella sede storica di Via XX settembre 27/B. Nel Congresso romano dell'aprile 1959 "Città del Lazio" sceglierà di seguire Fanfani nella componente di Nuove Cronache.
Nel giugno dello stesso anno Darida viene nominato membro della Commissione amministrativa dell'ACEA, l'Azienda municipalizzata per la fornitura di acqua ed elettricità. Durerà poco più di un anno perché l'incarico è incompatibile con la candidatura di Consigliere comunale, incarico che vincerà nelle elezioni comunali del 1960.

CONSIGLIERE DEL COMUNE DI ROMA (1960-1969)
I giovani consiglieri comunali Darida e Cabras si trovano a lottare per la causa del centro-sinistra. Nel consiglio comunale Darida è fortemente impegnato - in dialettica con il PSI - sul problema del Nuovo Piano Regolatore: priorità del problema urbanistico contro l'espansione a macchia d'olio della città, connesso con la politica industriale, con la creazione di nuovi posti di lavoro e il potenziamento delle aziende municipalizzate è l'intento principale degli esponenti di Città del Lazio.
Nel 1963 Darida è insieme Assessore al Comune di Roma all'Igiene e alla Sanità, Consigliere nazionale della DC e Vice Segretario politico della DC romana: si candida alla Camera dei deputati ed è eletto con 46.361 voti di preferenza . Da parlamentare continua ad occuparsi di artigianato: è componente delle commissioni Giustizia, Lavoro, Affari costituzionali e Pubblico impiego. Da Assessore all'Igiene e Sanità al Comune di Roma affronta il problema delle sofisticazioni alimentari, istituisce gli uffici di controllo sanitario, adotta misure contro il randagismo, riorganizza i servizi cimiteriali (compreso l'obitorio), il servizio dei medici scolastici e dell'igiene negli edifici scolastici, interviene sulle problematiche del mattatoio .

SINDACO DI ROMA (1969-1976)
Nel marzo '69 si spacca il gruppo di La Murgia, si allontanano i giovani (Petrucci, Signorello, Darida e La Murgia) che confluiscono nella sinistra di Galloni e Rocchi. Nel precongresso romano in vista del Congresso nazionale di fine giugno '69, Città del Lazio e Nuove Cronache laziali si presentano in un'unica lista. Nello stesso anno Darida viene eletto Sindaco di Roma e lascia il seggio parlamentare per incompatibilità delle cariche.
Non passano nemmeno cento giorni dalla elezione del sindaco che il PSI chiede la verifica che, a fatica, si risolve positivamente; viene aggiornato il programma e la maggioranza riprende il cammino. Una nuova riconferma arriva il 13 giugno 1971, poi un'altra il 17 marzo 1972 e un'altra ancora nel novembre 1974 . Darida in questo periodo è impegnato con la riforma delle circoscrizioni , le questioni della Scuola "725" (1969) , l'abusivismo edilizio e le occupazioni abusive, le baracche e i problemi della casa; le iniziative culturali; la costruzione dell'Ospedale Sandro Pertini . Deve affrontare la questione del Sistema Direzionale Orientale-Asse attrezzato , il Nuovo Piano Regolatore, l'ordinamento delle Regioni, i rapporti con la Santa Sede, la crescita demografica e le misure fiscali, le opere pubbliche (come il raddoppio dell'acquedotti del Peschiera, il parcheggio sotterraneo di Villa Borghese, il collegamento Via Lancini-Via Prenestina, il sottovia di Viale Ionio e la panoramica di Monte Mario), la centrale del latte, gli impianti di depurazione, le nuove scuole, il potenziamento dell'ATAC, la linea A della metropolitana .

SOTTOSEGRETARIO E MINISTRO (1976-1987)
Nel 1976 e poi di nuovo nel 1979, nel 1983 e nel 1987 Darida ritorna alla Camera. È Sottosegretario agli Interni dal 1976 al 1980 con deleghe all'Assistenza civile, alla Finanza locale, al Personale. Cambia gli impegni quotidiani: commissioni parlamentari per esami, progetti legislativi, interventi in aula per rispondere alle interrogazioni, interventi sulle calamità naturali, esercitazioni nei comandi dei Vigili del Fuoco, partecipazioni alle feste della Polizia, visite alle sezioni DC incendiate, funerali di agenti e politici uccisi dalle BD, interventi ai convegni ANCI di Viareggio in rappresentanza del governo . Dal 4 agosto 1979 al 3 aprile 1980 è Ministro dei Rapporti con il Parlamento, dal 4 aprile '80 al 18 ottobre '80 è Ministro delle Poste, incarico per il quale affronta tematiche vaste: rapporti con i sindacati dei postelegrafonici, rapporti con società come STET, Sip, Italcable e Telespazio, gli aspetti complessi dei bilanci e dei piani di investimento della RAI . Dal 18 ottobre ‘80 al 28 giugno ‘81 è Ministro della Funzione pubblica, si occupa di istruzione di massa, pone fine allo stretto imbuto dell'esame di maturità, oltremodo selettivo, e allarga l'accesso all'università. Affronta i problemi degli insegnanti: il rinnovo dei loro contratti, la regolamentazione degli scioperi . Dal 23 maggio ‘81 al 4 agosto ‘83 è Ministro della Giustizia, ritenuto il responsabile del trattamento riservato ai "proletari detenuti" e lo costringe ad affrontare le rivolte nelle carceri. Darida accelera i tempi dell'abrogazione del "delitto d'onore"; partecipa alla legge n. 689 del 24 novembre 1981 ricordata come la "legge della depenalizzazione"; si trova a dover risolvere il problema del terrorismo e dei pentiti e presenta, il 30 aprile 1981, il disegno di legge n. 1562 del Senato della repubblica concernente le "misure per la difesa dell'ordinamento costituzionale" . Infine dal 4 agosto ‘83 al 28 luglio ‘87 è Ministro delle Partecipazioni statali. Alle elezioni politiche del 1992 non è rieletto.

Dopo la sua esperienza come parlamentare, Darida è sottoposto ad indagini giudiziarie nell'ambito di Tangentopoli e dal 7 giugno al 9 settembre 1993 egli è rinchiuso dapprima nel carcere di San Vittore per presunta corruzione e poi ai domiciliari. Sarà prosciolto dalle accuse e riceverà dal Ministero del Tesoro un risarcimento danni di 100 milioni.
Il 1° ottobre 2006 partecipa alla costituzione del nuovo movimento politico di ispirazione cristiana Rifondazione Democristiana (successivamente Rinascita Popolare), guidato da Publio Fiori e nel quale Darida assume l'incarico di Presidente del Consiglio nazionale. Nei primi mesi del 2012 accetta l'invito rivoltogli da diversi ex consiglieri nazionali democristiani in carica nel 1993 e convoca il Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, dopo che la Corte di Cassazione ha riconosciuto che la Democrazia Cristiana non era mai stata sciolta in quanto il Consiglio Nazionale che nel 1994 aveva sancito la nascita del Partito Popolare Italiano non aveva il potere di deliberare tale scioglimento. Darida procede all'autoconvocazione del parlamentino della DC che si riunisce il 30 marzo 2012, eleggendo la nuova Direzione nazionale e il nuovo Segretario politico del partito nella persona di Gianni Fontana, mentre alla presidenza del Consiglio Nazionale viene eletto Silvio Lega. Clelio Darida viene nominato Presidente onorario del partito. Ai nuovi organismi di partito viene dato mandato di riaprire il tesseramento e di riavviare l'attività politica della Democrazia Cristiana.
Qualche mese dopo aver contribuito in prima persona alla riconvocazione del Consiglio nazionale della DC del 1993 al fine di far rinascere il partito di De Gasperi, tuttavia Darida abbandona la rinata Democrazia Cristiana guidata da Fontana per aderire alla Democrazia Cristiana guidata da Angelo Sandri, di cui divenne presidente onorario.
Muore a Roma l'11 maggio 2017.
Storia archivisticaIl Fondo Clelio Darida è pervenuto all'Archivio storico dell'Istituto Sturzo ed è stato dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio in data 1° febbraio 2018.
Info acquisizioneDonazione.
Ordinamento e strutturaRICOGNIZIONE DEL MATERIALE DOCUMENTARIO
Il fondo è stato depositato presso l'Istituto Luigi Sturzo a seguito di un primo riordinamento da parte del precedente detentore. La documentazione era accompagnata da un elenco manoscritto nel quale si descrivevano i 332 fascicoli condizionati in 12 faldoni. I fascicoli, erano stati organizzati all'interno dei faldoni secondo un criterio cronologico e identificati con una numerazione consecutiva che ricominciava da 1 per ogni faldone. L'inventario originario riportava, per ogni fascicolo, il titolo e gli estremi cronologici. I fascicoli erano originariamente organizzati secondo una suddivisione in serie: erano state definite le serie "Comune di Roma" (faldd. 1-4), "Politica" (faldd. 5-7), "Ministero partecipazioni statali" (faldd. 8, 11); i restanti faldoni raccoglievano materiale diverso: il faldone 9 era intitolato "Associazioni diverse", il faldone 10 era intitolato "stampa", il faldone 12 (senza titolo) raccoglieva materiale bibliografico utile per la ricostruzione della biografia di Celio Darida.
Da una prima ricognizione del fondo è stato possibile definire la tipologia di materiale in esso contenuta: si tratta di documenti prodotti o ricevuti da Clelio Darida nel periodo della sua attività in politica (1947-2006), come Sindaco di Roma (1960-1979) e come Ministro delle Partecipazioni statali (1986-1987), si aggiungono poi fascicoli relativi all'impegno di Darida in associazioni diverse (1965-1994: A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani), A.N.M.I.L. (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro), C.A.S.A. (Confederazione Artigiana Sindacati Autonomi), E.A.S.A. (Ente Nazionale di Assistenza agli Artigiani), Comunità israelitica e ambasciata Israele); un faldone che raccoglie articoli a stampa di diverse testate che riguardano il periodo in cui Darida è stato Sindaco di Roma (1969-1976) e un faldone che raccoglie pubblicazioni di e su Clelio Darida utili per ricostruire un profilo biografico.
Si è proceduto allo spostamento del faldone 9 (Enti diversi) nella serie "Politica", del faldone 10 (Stampa) nella serie "Comune di Roma" e alla costituzione di una serie apposita per le pubblicazioni a stampa di e su Darida (fald. 12). Il fondo risulta così suddiviso in quattro serie disposte in ordine cronologico a seconda della datazione della documentazione in esse contenuta: "Politica" 1947-2006; "Comune di Roma" 1960-1979; "Ministero delle partecipazioni statali" 1986-2005; "Pubblicazioni" 1960-2002.

ORDINAMENTO ORIGINARIO
Il fondo archivistico Clelio Darida è caratterizzato da una articolazione interna in partizioni e sottopartizioni che è intrinseca alla sua natura: il cosiddetto ordinamento originario. Il materiale documentario ha avuto, nel tempo, ordinamenti successivi, diversi da quello originario che, nel lavoro di descrizione, si è ritenuto utile tenere presente. Nella descrizione quindi delle unità archivistiche è stato riportato, nel campo "segnature originali", la segnatura presente in origine sui fascicoli e riscontrabile nell'elenco manoscritto consegnato all'Istituto insieme al Fondo.

SINTASSI NELLA COMPILAZIONE
Nell'indicazione del soggetto produttore è stata omessa la preposizione di/della che segue la parola Fondo (es: Fondo Clelio Darida e non Fondo di Clelio Darida). La sintassi utilizzata nella compilazione dei campi ha previsto l'uso di maiuscole e minuscole secondo l'uso corrente della lingua: si è iniziato un campo con la lettera maiuscola, si è utilizzata la maiuscola nei nomi di persona, nella prima parola del nome di un ente (e di suoi organi, uffici, ecc. per la parola successiva solo se un sostantivo mentre la prima è un articolo, e di solito anche per gli aggettivi derivati da nomi propri che identificano un'istituzione, per i nomi degli edifici o monumenti, delle vie, delle piazze, ecc.
I titoli, quando originali, sono stati indicati tra virgolette, quando attribuiti, sono stati indicati tra parentesi quadre; la data nel titolo, se presente nel titolo originale, è stata riportata nel titolo, altrimenti è stata inserita nel contenuto e indicata tra parentesi.

DESCRIZIONE DEL FONDO
Nella descrizione del fondo archivistico l'organizzazione delle informazioni è stata basata sui princìpi della cosiddetta descrizione multilivello, così come si trovano espressi all'interno e a premessa delle regole ISAD. Il fondo archivistico infatti - inteso come l'insieme della documentazione prodotta e accumulata da Clelio Darida - costituisce l'oggetto della descrizione archivistica, la quale si articola su più livelli. La scheda fondo è stata utilizzata per descrivere il fondo archivistico considerato come una realtà unitaria, un insieme documentario inscindibile, se non fisicamente, almeno dal punto di vista descrittivo. Al suo interno sono state identificate le partizioni (serie) e le unità archivistiche (fascicoli).

CRITERI DI DESCRIZIONE DIVERSE TIPOLOGIE DOCUMENTARIE E DELLE COPIE
Come unità archivistica è stato identificato il fascicolo. All'interno del fascicolo sono state definite e descritte le diverse tipologie documentarie, la loro integrità, gli incrementi, il principio di aggregazione, il tipo di ordinamento dei documenti, la numerazione dei documenti e gli estremi cronologici di ogni singolo documento. Quando presenti sono stati segnalati i rimandi a documentazione originale/in copia e i rimandi ad altra documentazione correlata. Nel caso di documentazione in copia, è stata riportata la cronologia propria del documento, mentre la data di realizzazione della copia è spesso risultata sconosciuta. Le tipologie documentarie quali relazioni, interventi a convegni o congressi, promemoria, elenchi, ecc., sono stati identificati con il titolo della relazione/intervento, il luogo e la data dell'evento (che spesso risultavano aggiunti in un momento diverso da quello della stesura del documento). Per il materiale a stampa si è indicato il titolo dell'articolo, la testata da cui è tratto e la data. In alcuni casi, quando il materiale a stampa era chiaramente collegato ai documenti contenuti nel fascicolo di riferimento, si è preferita l'indicazione più generica "materiale a stampa".

CRITERI DI DESCRIZIONE DELLA CORRISPONDENZA
L'unità archivistica identificata nel fascicolo è composta spesso da tipologia documentaria di vario tipo. Si è ritenuto utile descrivere la tipologia dei documenti che costituiscono il fascicolo e, nel caso della corrispondenza, di definire, lettera per lettera, mittente, destinatario e data. Per la forma del nome si è utilizzato il nome proprio (di persona, famiglia, organizzazione) rilevato così come viene riportato sul documento, secondo una forma libera, non normalizzata. Quando possibile, i nomi riportati con la sola iniziale puntata sono stati estesi, laddove non è stata possibile l'identificazione, il nome è stato sostituito con l'eventuale carica, cercando di ridurre al minimo i casi di "mittente non identificato" o "mittente in forma illeggibile". La corrispondenza è stata organizzata in ordine cronologico all'interno del fascicolo.

NUMERAZIONE DELLE SERIE, DEI FASCICOLI, DELLE CARTE ALL'INTERNO DEI FASCICOLI, DESCRIZIONE DEI FASCICOLI
Per il fondo, pur essendo costituito da serie ben definite, è stata utilizzata un'unica numerazione dei faldoni da 1 a 12. La ridotta quantità dei faldoni avrebbe reso troppo frammentario il fondo qualora si fosse utilizzata una numerazione che ricominciava da 1 per ogni serie ed è stato ritenuto più agevole, ai fini della ricerca e del reperimento dei fascicoli, l'adozione di una numerazione consecutiva per i fascicoli da 1 a 332. Le carte all'interno dei fascicoli, quando possibile, sono state disposte in ordine cronologico. Sul dorso dei faldoni è stato riportato il numero del faldone e gli estremi della numerazione dei fascicoli in esso contenuti (es. Busta 1, fascc. 1-40). Sul piatto anteriore dei fascicoli è stato riportato il titolo del fondo, il numero della busta nella quale è contenuto e il numero del fascicolo (es. Fondo Clelio Darida, Busta 1, fasc. 1).

CONDIZIONAMENTO
I documenti sono giunti presso l'Istituto Luigi Sturzo già condizionati all'interno di fascicoli in cartoncino. Soltanto in alcuni casi si è reso necessario sostituire i fascicoli danneggiati. Su un totale di 332 fascicoli soltanto 63 sono risultati in condizioni di conservazione tali da renderne necessaria la sostituzione. I documenti sono stati disposti all'interno dei fascicoli in ordine cronologico o rispettando l'ordine che avevano in origine. I fascicoli sono condizionati all'interno dei faldoni originari in ordine cronologico secondo le serie di riferimento.
ContenutoIl fondo è costituito da faldoni che contengono documentazione prodotta o ricevuta da Clelio Darida nel periodo della sua attività come sindaco di Roma (1960-1979), in politica (1947-2006), e come Ministro delle Partecipazioni statali (1986-1987), si aggiungono poi fascicoli relativi all'impegno di Darida in Enti diversi (1965-1994: ANCI, ANMIL, Consiglio comunale, artigianato, comunità israelitica); un faldone che raccoglie articoli a stampa di diverse testate che riguardano il periodo in cui Darida è stato Sindaco di Roma (1969-1976), una cartella che raccoglie pubblicazioni di e su Clelio Darida utili per ricostruire un profilo biografico.
Strumenti archivisticiInventario a livello di unità archivistica cartaceo e informatizzato a cura di Elisa Angelone.
Unità di conservazione 11 faldoni in cartone con fettucce di chiusura in stoffa e una cartella in plastica, per complessivi 331 fascicoli e 7 volumi.